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Natura 2000 e mondo agricolo: esempi di buona comunicazione

Risultati del seminario internazionale sulla comunicazione agli agricoltori all’interno di un sito Natura 2000, che si è svolto a Roma il 14-15 maggio 2012, nell’ambito del progetto FARENAIT.

La comunicazione con i contadini e con le aziende agricole si basa sulla fiducia, ma non ce n’è oggi molta tra loro, in particolare tra piccoli agricoltori e l’agricoltura tradizionale, e le pubbliche amministrazioni. Non c’è un modello unico di comunicazione per chi opera in aree agricole della rete Natura 2000; quello che si può fare per migliorare la comunicazione è illustrare i numerosi benefici collegati alla rete ecologica europea. La gestione attiva di un sito, per esempio, può portare benefici fornendo assistenza nel risolvere i problemi e creare nuove opportunità, un vantaggio di cui non beneficiano le aziende agricole che operano fuori dalla rete ecologica europea.

Sono queste alcune delle principali conclusioni del seminario internazionale sulla comunicazione agli agricoltori all’interno di un sito Natura 2000, che si è svolto a Roma il 14-15 maggio u.s., nell’ambito del progetto Farenait.

Un punto su cui tutti i partecipanti si sono trovati d’accordo è che a chi vive e opera in aree agricole della rete europea devono essere concessi dei benefici finanziari e che tra tutti gli strumenti finanziari il più adatto è di gran lunga il LIFE+.

Due tra le varie presentazioni al seminario hanno dimostrato i vantaggi del LIFE+. Markus Mayer, del Büro für Landschaftskojnepte, Germania e Michael Reischer, del Tiroler Umweltanwaltschaft, Austria, hanno illustrato due progetti LIFE+ in zone di pascolo. Il vantaggio del LIFE è collegato alla libertà di impostare un progetto secondo le necessità del luogo e la flessibilità nell’esecuzione delle attività, rispetto alla rigidità dei fondi della PAC. Ambedue i relatori hanno sottolineato l’importanza di un approccio graduale, basato sul coinvolgimento degli agricoltori.

Brendan Dunford, direttore del programma irlandese “Burren Farming for Conservation Program”, ha illustrato la metodologia che ha portato gli agricoltori locali, utilizzando fondi rurali, a collaborare nell’elaborazione di un piano per l'agricoltura sostenibile, che ha portato ad un aumento del 25% del pascolo invernale.

Un ulteriore punto d’accordo tra i partecipanti al seminario riguarda il ruolo degli agricoltori, che sono esperti di conservazione della natura e che devono essere coinvolti sin dall’inizio di un nuovo piano o progetto. Questo ruolo è stato rilevato anche dal Prof. Francesco Spada, che ha sollevato dubbi sul grado di comprensione dei fenomeni naturali da parte di organizzazioni non-governative ed enti pubblici.

Nel corso dell’incontro si sono affrontate altre tematiche, come, ad esempio, l’importanza di una diffusione di un calendario fenologico o dell’utilizzo dell’etichettatura di provenienza o del marchio di qualità, e si è convenuto che quando è stato utilizzato non ha avuto successo. Si sta dunque valutando l’utilità di un’etichettatura di origine  in questa fase di sviluppo della rete o in futuro.

E’ stato affrontato anche il tema della nuova PAC, ed i relativi vantaggi/svantaggi che potrebbe portare alle diverse tipologie di agricoltura e alla rete Natura 2000. I problemi da affrontare con la futura PAC non saranno molto diversi da quelli attuali: per esempio come facilitare le procedure collegate alla condizionalità, come assicurarsi il coinvolgimento attivo dei contadini e di chi porta avanti un’agricoltura tradizionale, che costituiscono la vera forza di Natura 2000.

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